martedì 16 ottobre 2012

Fumetto. Si, fu...


E' da domenica che provo a cercare le parole esatte per descrivere, con la giusta intensità, ciò che mi è accaduto. Non è semplice. E' alquanto difficoltoso trovare il giusto modo per raccontare il tutto. 
Perché se da un lato vorrei evitare di essere troppo drammatico (sono vivo e vegeto e ne posso tranquillamente parlare, per cui questo è bene), dall'altro non vorrei nemmeno che la cosa passasse in secondo piano catalogata nello scaffale delle banalità (sono vivo e vegeto, ne posso tranquillamente parlare ma parlandone mi sale l'odio, per cui questo è male).
Non sono un patito di anime. Nemmeno di manga o fumetti in genere. Ma! C'è un 'ma'. Forse più di uno.
Il primo: negli ultimi 26/27 anni il mio essere abitudinario mi ha spinto ad acquistare settimanalmente una copia di Topolino. Niente abbonamento. Amico giornalaio, tutta la vita. Non mi piace farmi portare le riviste a casa. Ho sempre paura che arrivino tardi, che i condomini la prendano in prestito (ladri!), che il postino la dimentichi o sia in ritardo o la porti tutta spiegazzata, che causa festività le consegne slittino di troppi giorni. Ma soprattutto...che la sorpresa da montare, i cui pezzi escono separati in 4 settimane, arrivi già montata! Non posso tollerare una cosa del genere! E' come ricevere un regalo già scartato! Eh no! Io voglio la carta, voglio il fiocco, voglio quel momento lì, quello che viene 'prima'! Con i giochini già montati ci giocate voi! Voi, che preferite le sorprese dell'ovetto kinder quelle già fatte e finite. Che gusto c'è? Preferisco un tristissimo pappagallino che dondola sul trespolo a cui attaccare gli adesivini, piuttosto che un pinguino o una casetta pronti all'uso.
Il secondo: Dylan Dog. Dal numero 5 al numero 100 ero tra quelli che non vedevano l'ora arrivasse in edicola l'inedito per poterlo divorare nel giro di un'ora (andava gustato in tranquillità) per poi acquistare le prime e le seconde ristampe dei numeri usciti in precedenza, quando ancora Dylan non era un amico ma un ex alcolizzato che abitava a Londra e molto somigliante a Rupert...Rupert chi? Ecco.
Il terzo: Diabolik. Fino alla scomparsa delle sorelle Giussani Diabolik era davvero 'il re del terrore'. Era lui! Il criminale ideato per il tragitto in metropolitana, violento, geniale e perennemente in fuga. Successivamente beh...è sempre rimasto un ladro, ok, ma molto più simile ad un moderno James Bond. Leggete, se volete, una qualunque storia scritta fino ai primi anni '90 e confrontatela con una più attuale...poi ne parliamo. Tant'è che ad un certo punto mi sono limitato a prendere solo albi speciali, alcune pubblicazioni a colori e le uscite semestrali. Niente di più.
Fatto l'elenco dei 'ma', vediamo come ve la cavate in matematica. Addizioni, più precisamente.
Sommate i seguenti elementi:
  • file di scatoloni piene zeppe di giornalini (comprese edizioni speciali, numeri inediti e/o introvabili).
  • Una cantina.
  • Un tubo dell'acqua che si rompe.
  • L'umidità.
  • Svariare settimane passate all'insegna del non sapere nulla.
Ora, sottraete decine e decine di copie irriconoscibili gettate perché più simili a tartufi neri o a funghi, di quelli che si trovano attaccati agli alberi nei vialoni dopo giorni di pioggia, quelli che nemmeno i cani annusano.
Fatto? Perfetto. Il risultato è la parola che non mi viene. O meglio, mi viene. In varie forme, con più sfumature e declinata all'inverosimile. Ma voglio vedere se è la stessa che è venuta in mente a voi dopo aver letto questo post.
Voglio vedere se avete studiato. E, soprattutto, se il libro era lo stesso che usavo io.  

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